Una probabile interazione: le reazioni all'epicureismo e al probabilismo nel XVII secolo
DOI:
https://doi.org/10.4454/philinq.v10i2.428Parole chiave:
Epicureanism, Probabilism, History of philosophyAbstract
Il probabilismo scolastico regolava l'uso delle opinioni in gran parte della teologia morale cattolica del XVII secolo. Non deve quindi sorprendere che esso abbia influenzato anche l'accettazione di dottrine filosofiche come l'epicureismo nei Paesi cattolici. Gli alti e bassi nelle carriere del probabilismo e dell'epicureismo in Italia sono in evidente sincronia, come mostrerà questo articolo, con particolare attenzione al cardinale gesuita Francesco 'Pietro' Sforza Pallavicino. Pallavicino (1607-1667) fu uno dei maggiori probabilisti del suo tempo e discusse con simpatia le posizioni epicuree in Del bene (1644). La licenza del probabilismo di favorire la convenienza e l'utilità degli agenti in dubbio sulle restrizioni morali facilitava l'adozione di atteggiamenti epicurei, mentre gli oppositori criticavano il probabilismo per aver promosso la “prudenza della carne”, un topos di lunga tradizione anti-epicurea. La tempesta montante dell'opposizione al probabilismo nella seconda metà del XVII secolo contribuì quindi a peggiorare le condizioni per la diffusione del pensiero epicureo, con effetti osservabili in Italia.
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